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Jack's Blog

Una bussola non dispensa dal remare.....

Potrebbe essere la soluzione...

 

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.

Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

                                                                          Woody Allen

Sensazioni di ritorno dalla Sardegna

 
Uomo libero, sempre tu amerai il mare!

Il mare è il tuo specchio;

tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.

Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore
di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete
senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte,
eterni lottatori, fratelli.

                                                           

                                                 Charles Baudelaire

Elezioni 2008 - Le valigie sono pronte...

 
 
Povera Patria (Poor Nation)
 
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere... 
L'estate intanto tarda ad arrivare.
 
Franco Battiato
 
 

Ai tiranni del Mondo

 

Poesia scritta dal poeta Tunisino Abo Al Qassim Al Shabbi durante l'occupazione Francese della Tunisia. 

Arabic script of the poem "Ela Toghat Al Alaam" (To the tyrants of the world)

ألا أيها الظالم المستبد

حبيب الظلام عدو الحياه

سخرت بأنات شعب ضعيف

و كفك مخضوبة من دماه

و سرت تشوه سحر الوجود

و تبذر شوك الاسى في رباه


رويدك لا يخدعنك الربيع

و صحو الفضاء و ضوء الصباح

ففي الافق الرحب هول الظلام و قصف الرعود و عصف الرياح


حذار فتحت الرماد اللهيب

و من يبذر الشوك يجن الجراح


تأمل هنالك انى حصدت رؤوس الورى و زهور الأمل

و رويت بالدم قلب التراب اشربته الدمع حتى ثمل

سيجرفك سيل الدماء

و يأكلك العاصف المشتعل

English translation of the poem "Ela Toghat Al Alaam" (To the tyrants of the world)

Hey you, the unfair tyrants...
You the lovers of the darkness...
You the enemies of life...
You've made fun of innocent people's wounds; and your palm covered with their blood 
You kept walking while you were deforming the charm of existence and growing seeds of sadness in their land

Wait, don't let the spring, the clearness of the sky and the shine of the morning light fool you...
Because the darkness, the thunder rumble and the blowing of the wind are coming toward you from the horizon
Beware because there is a fire underneath the ash

Who grows thorns will reap wounds
You've taken off heads of people and the flowers of hope; and watered the cure of the sand with blood and tears until it was drunk
The blood's river will sweep you away and you will be burned by the fiery storm.

Il Progresso...da lontano

 
LATITANZA...eh sì, questa è la parola che descrive meglio il mio rapporto con la tecnologia in questi ultimi tempi. La notizia è che ne sono orgoglioso. Da un pò di tempo tutto intorno a me sta cambiando con una rapidità che ha del...magico??? Curiosa la sensazione di ordine che condividiamo e che sta impossessandosi della mia vita. Non mi si fraintenda, chi mi conosce sa che l'ordine e la precisione da sempre fanno parte di me, mi danno sicurezza...però mancava qualcosa, mancava un senso...ci sono ambiti in cui è difficile trovare un equilibrio, in cui spesso l'ordine è solo una costruzione mentale, la disperata ricerca di una razionalità che il più delle volte non porta a nulla. Ho imparato che nello stupendo disordine mentale in cui mi trovo ora, tutto ha incrdedibilmente senso di essere.
Di qui il desiderio di distaccarmi un pò da questo mondo virtuale fatto di 11100101110, ho voglia di vivere, di lasciarmi andare a facili entusiasmi e fregarmene di tutto, delle apparenze, di chi dice: "forse no..." di chi ci crede e di chi non ci crede. Insomma, stato di grazia e desiderio di tenerlo per me, solo per me.
 

Ho provato ad immaginare il progresso
come una grande anima malata
una enorme concatenazione di cause ed effetti
grandi numeri e probabilità infinitesimali

Come certe albe di Genova
la cui luce elenca piano gli alberi
così la linea del progresso si espande
trasformando i colori delle cose in uno solo
il bianco

Ho provato ad immaginare il progresso
come masse di uomini che si spostano
rincorrendo equilibri impossibili
mescolando il colore di una bandiera
con il rumore elettrico di un fast food
io confondo il bene con i beni 
e mi disperdo la coscienza in sensi unici

Guarderò il progresso da lontano
per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
in questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
solo l’ideale di se stesso
moltiplicando il senso del potere
ricercando il compromesso

Eppure noi viviamo nel progresso
lo utilizziamo per ascoltarci
per accomodarci, per salvare l’entusiasmo 
e lo fraintendiamo con la cultura dell’immagine
del corpo, dell’apparenza

Ne occupiamo le frequenze,
e ci serviamo di certe sue estensioni
fino a rimanerne abbronzati
perchè può sostituire anche la luce del sole
e la ricerca di un Dio

Così, d’istinto, cerchiamo protezione 
e poniamo distanze tra l’ideale di noi stessi 
e tutto il diverso
moltiplicando il senso del potere,
ricercando il compromesso.

Guarderò il progresso da lontano
per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
in questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
solo l’ideale di se stesso
moltiplicando il senso del potere
ricercando il compromesso

Mi piace immaginare un altro punto dell’universo
opposto al nostro
dove un uomo divaga sul progresso del suo mondo
da una finestra ricavata
in mezzo a una metropoli.
 
 
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