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Jack's Blog

Una bussola non dispensa dal remare.....

Luca Zilioli

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La solitudine dei numeri primi

"I numeri primi sono dei numeri divisibili soltanto per 1
e per se stessi.
Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri
naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in
là rispetto agli altri.
Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia
li trovava meravigliosi.
Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero
finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come
perline infilate in una collana.
Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe
piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque,
ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.
Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera,
nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno,
quando la mente è troppo debole per raccontarsi
delle bugie.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i
numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali.
I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di
numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini,
perchè fra di loro c'è sempre un numero pari che gli
impedisce di toccarsi per davvero.
Numeri come l'11 e il  13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43.
Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre
che queste coppie via via si diradano.
Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati,
smarriti in questo spazio silenzioso e cadenzato
fatto solo di cifre e si avverte il presentimento
angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero
un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di
rimanere soli.
Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non
si ha più voglia di contare, ecco che si ci imbatte in altri
due gemelli, avvinghiati stretti uno all'altro.
Tra i matematici è convinzione comune che per quanto
si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due,
anche se nessuno può dire dove, finchè non li si trova.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi
gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per
sfiorarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto."



Grazie...

 
Eccomi qui, finalmente mi ritrovo a scrivere i ringraziamenti per la mia tesi.
Pensavo sarebbe stato difficile trovare le parole giuste per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni di università e, contrariamente a tutto quello che sostengono gli invidiosi e le malelingue, è stato questo l'unico e vero motivo per cui ho temporeggiato così tanto prima di laurearmi...ebbene sì: avevo paura di scrivere i ringraziamenti...eheheh. A parte gli scherzi, mi sono accorto invece che basta solamente mettersi un secondo a pensare alle persone a cui si vuole veramente bene e ci si accorge che sono proprio loro le persone da ringraziare, non c'è più bisogno di ragionare, le parole vengono da sole.

Il ringraziamento più importante è sicuramente quello alla mia famiglia, a mia mamma, a mio papà e a mio fratello. Loro sono le persone che ci sono sempre, quelle su cui so di poter contare. Mia mamma, che ha dovuto sopportare i miei maulmori nei giorni che precedevano un esame importante; che la mattina, come da rito, si svegliava presto per dirmi il suo "In bocca al lupo'', seguito dal mio "Crepi tantissimo !!!'', che si stressava quasi più di me quando le cose non giravano, non riuscivo a concentrarmi e finivo col non studiare. Mio papà, che con il suo modo di fare un pò burbero, mi ha spesso spronato, che mi ha insegnato che nella vita bisogna darsi degli obbiettivi da raggiungere e fare di tutto per realizzarli con le proprie forze. Entrambi mi hanno dato la possibilità di studiare senza
ansie, di sentirmi sicuro e con le spalle sempre coperte. Mio fratello, che spesso ha sopportato una parte dei malumori pre-esame sopra citati, che, essendo il fratellino piccolo, mi ha portato a diventare un persona più responsabile, nel tentativo di dare il buon esempio.

Voglio ringraziare poi i miei amici: Ale, Andre, Azza, Emo, Livio, Molfi, Nicola, Paola, Tommy, Valentina, e tutti quelli che come loro, mi hanno dato supporto nei momenti di difficoltà, che mi hanno sostenuto sempre e comunque, anche quando ero lontano e non avevo molto tempo per loro; ognuno è ed è stato molto importante per me, ognuno a suo modo. Vorrei soprattutto ringraziare Eva che è una persona importantissima nella mia vita, lei mi è stata vicino, mi ha dato appoggio, conforto e soprattutto le motivazioni necessarie per portare a termine questo percorso. Un ringraziamento particolare a Claudia che mi ha accompagnato negli anni dell'Università e mi ha aiutato a superare molte difficoltà lungo il cammino.

Infine voglio ringraziare tutti i miei compagni di Università. Matte che ha affrontato insieme a me la splendida esperienza della Danimarca e che ha condiviso con me sia i momenti di gioia che quelli di sconforto. La Manu, Fabio, Luca, Chiaretta, Irene, Nicco e Nicola che hanno reso sopportabili le interminabili lezioni, che mi hanno aiutato a studiare, a concentrarmi, che mi hanno motivato e fatto divertire allo stesso tempo. Un ringraziamento va anche ai ragazzi che ho conosciuto a Copenaghen: Sassi, Patty, Xime, Brina, Silvia, Lorena, Esra, Paolo, Alberto, Ulrik, Marianna, Carlo, Diego, Francesco, Rafael, Polly, Marjan, Mike (Malta), Mariana, Daniel, Belen, Marta, Moses, Matthias, Yosef, Ilde, Berta e quel cabron del mio conquilino Sergio. Con loro mi sono divertito un sacco e ho vissuto un'esperienza indimenticabile.

Grazie a tutti di cuore,

Luca

Pulp Fiction

 
ιℓ ¢αммιησ ∂єℓℓ′μσмσ τιмσяατσ è мιηα¢¢ιατσ ∂α σgηι ραяτє
∂αℓℓє ιηιqμιτà ∂єgℓι єѕѕєяι єgσιѕτι
є ∂αℓℓα τιяαηηια ∂єgℓι μσмιηι мαℓναgι.
 
Βєηє∂єττσ ѕια ¢σℓμι ¢hє ηєℓ ησмє ∂єℓℓα ¢αяιτà
є ∂єℓℓα вμσηα νσℓσητà ¢ση∂μ¢є ι ∂євσℓι αττяανєяѕσ
ℓα ναℓℓє ∂єℓℓє τєηєвяє ρєя¢нè єgℓι è ιη νєяιτà
ιℓ ραѕτσяє ∂ι ѕμσ fяατєℓℓσ є ιℓ яι¢єя¢ατσяє ∂єι fιgℓι ѕмαяяιτι.
 
Ε ℓα мια gιμѕτιzια ¢αℓєяà ѕσρяα ∂ι ℓσяσ ¢ση gяαη∂ιѕѕιмα νєη∂єττα
є fμяισѕιѕѕιмσ ѕ∂єgησ, ѕμ ¢σℓσяσ ¢нє ρяσνєяαηησ α∂ αммσявαяє
є∂ ιηfιηє α ∂ιѕτяμggєяє ι мιєι fяατєℓℓι.
 
Ε τμ ѕαρяαι ¢нє ιℓ мισ ησмє è qμєℓℓσ ∂єℓ Sιgησяє
qμαη∂σ fαяò ¢αℓαяє ℓα мια νєη∂єττα ѕσρяα ∂ι τє...
 
                                                             Ezechiele 25.17

 

Potrebbe essere la soluzione...

 

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.

Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

                                                          Woody Allen

Sensazioni di ritorno dalla Sardegna

 
Uomo libero, sempre tu amerai il mare!

Il mare è il tuo specchio;

tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.

Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore
di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete
senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte,
eterni lottatori, fratelli.

                                                           

                                                 Charles Baudelaire

 

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